Liberalizzazioni: la lettera del presidente Riccardo Carboni

Gentilissimo Direttore,
come Presidente di una cooperativa di tassisti esprimo tutta l’amarezza di fronte al ruolo che è stato ritagliato alla nostra categoria, all’interno del confronto aperto in questi giorni sui temi delle liberalizzazioni. Definire lobby una classe di lavoratori che opera con turni di 12 ore, per dare servizio ai cittadini-utenti 24 ore al giorno, mi sembra un insulto all’intelligenza delle persone.

A Bologna, il servizio pubblico non di linea è riconosciuto, da autorevoli fonti indipendenti, tra i migliori d’Italia: è composto da 706 tassisti, oltre a 246 N.C.C., e conta su circa 1.100 operatori effettivi. La presenza di veicoli per abitante è in media con città europee simili a Bologna: circa una vettura per 300 bolognesi. Un numero importante in una città con flusso turistico comunque modesto.

E’ importante ricordare come le tariffe taxi non hanno alcun legame con il numero delle licenze e sono soggette agli standard imposti dalla Pubblica Amministrazione su sicurezza e qualità del servizio: la tariffa in uso oggi è la stessa del 2005 con un incremento dell’8%, che non copre nemmeno l’aumento del gasolio.

Nei pochi paesi europei dove hanno selvaggiamente liberalizzato gli effetti sono stati devastanti sia nei confronti degli operatori che dell’offerta di servizio.
Ad Amsterdam, citata come buon esempio di mercato libero, le tariffe sono fissate
dall’Amministrazione pubblica e sono quasi doppie rispetto a Bologna; in Irlanda il settore
è in gravissima sofferenza, la qualità è scomparsa e le normali norme di sicurezza stradale a
rischio. Forse non è un caso che importanti paesi europei abbiamo preferito mantenere forti regolamentazioni (Germania, Francia e Spagna) a favore della qualità di operatori e servizi.

Vale la pena, infine, di evidenziare alcune particolarità della realtà bolognese dove esiste una situazione modello invidiata da molte altre località.
In primo luogo, il livello della domanda di servizi trasporto persone è molto discontinua, e già oggi si rischia che una organizzazione predisposta per rispondere ai picchi di domanda sia esuberante per la normale situazione di mercato.

A ciò va aggiunto che sul mercato bolognese operano già 4 grandi imprese di tassisti e NCC, a fianco di molte imprese minori, definendo una situazione di concorrenza elevata in un quadro comunque di servizi mediamente di buona qualità. Infine, non si dimentichi l’avvio di importanti interventi sul sistema del trasporto pubblico locale, con cui taxi e NCC saranno in ogni caso chiamati a fare i conti nel prossimo futuro.

Mi sento di affermare che a Bologna l’equilibrio domanda-offerta è reso possibile non solo dalla pluralità di imprese di valore presenti sul mercato, ma soprattutto da un modello organizzativo imprenditoriale, prevalentemente in forma cooperativa, efficace ed efficiente sia nei confronti dei cittadini-utenti che delle imprese associate che svolgono i servizi.
Intanto noi tassisti, se la salute lo permetterà, saremo in mezzo al traffico 12 ore al giorno, a
trasportare i nostri clienti fin quasi a settanta anni di età: siete sicuri che la lobby siamo noi?

Il Presidente di Cotabo
Riccardo Carboni

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